Con l'aumento delle temperature perdiamo la terra

Categoria: Clima
Creato: 30 Aprile 2022
Configurazione con 2°C di temperatura in più

Molte ricerche confermano che i nostri anni sono un "punto di svolta" (la temperatura è già aumentata di circa 1 grado dal livello di riferimento del 1880): oggi infatti dal permafrost artico proviene più metano del previsto, che accelera il riscaldamento globale; le scorse estati hanno visto un'ondata di calore senza precedenti; e uragani e tifoni attraversano entrambi i principali oceani del mondo.

Condizioni meteorologiche più estreme sono sotto gli occhi di tutti; altre conseguenze, come l'innalzamento del livello del mare e la diminuzione del ghiaccio marino artico, sono meno evidenti. Ma soltanto perché non ce ne rendiamo conto.

Il secondo aspetto su cui gli scienziati insistono è la differenza tra un aumento di temperatura di 1,5 °C e uno di 2 °C, sempre rispetto alla "linea di base" del 1880. Poiché i numeri sono così piccoli tendiamo a banalizzare le differenze tra un grado e due, due gradi e quattro. Invece mezzo grado in più, stimano i climatologi, farebbe una notevole differenza. Non solo per la vita delle persone, ma anche per quella di molti ecosistemi e specie animali e vegetali. Con un aumento di 2 °C quasi tutte le barriere coralline si estinguerebbero, gli incendi e le ondate di calore spazzerebbero il pianeta ogni anno, e l'interazione tra siccità, inondazioni e temperature renderebbe meno sicura l'agricoltura e la distribuzione dell'acqua a livello mondiale.

Per la Giornata della Terra vediamo nel dettaglio alcuni effetti che sta avendo e avrà il cambiamento climatico.

ACQUE BOLLENTI. L'influenza del cambiamento climatico sull'area del Mediterraneo è tale che si parla di tropicalizzazione, con temperature elevate nell'intero corso dell'anno e precipitazioni violente e abbondanti concentrate in alcuni periodi. A questo fenomeno climatico si aggiunge anche l'innalzamento del livello del mare, le cui conseguenze, almeno in quest'area, sono difficili da stimare.

«Non è solo l'innalzamento del livello del mare, ma tutte le dinamiche, da quelle tettoniche alla struttura dei fondali, che influiscono sulla situazione presente dei nostri mari», spiega Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio di modellistica climatica e impatti dell'Enea. Il Mediterraneo è considerato un mare chiuso, quasi un lago staccato dal resto delle acque marine, collegato agli oceani solo dallo Stretto di Gibilterra che funziona da "controllore idraulico"; da qui passa tuttavia un milione di metri cubi d'acqua al secondo.

«Quando si crea un modello climatico dell'innalzamento del livello del mare, per prevedere cosa accadrà nel Mare Nostrum è necessario perciò tenere particolarmente presente ciò che accade tra la Spagna e il Marocco», conclude Sannino. In base a questi modelli più precisi, si è concluso che oltre a zone come la Versilia o la laguna di Venezia, il mare minaccia anche monumenti importanti e numerose città costiere, come Pescara.

Le temperature più alte colpiscono anche gli ecosistemi marini, e in conseguenza di ciò le specie animali e vegetali tendono a spostarsi verso nord. A questo si aggiungono anche le specie tropicali (provenienti dal Canale di Suez) che trovano nelle acque del nostro mare una temperatura adatta e un ambiente più ospitale.

Da questo corridoio, creato nel 1869, sono entrate molte specie: alcune di queste sono innocue, altre invece possono avere un grande impatto sugli ecosistemi. Due specie di pesci del genere Siganus, per esempio, brucano le foreste di alghe brune spogliando completamente le rocce su cui crescono. Oppure il pesce flauto (Fistularia commersonii), che si nutre di specie pescate dall'uomo. Le nuove condizioni ambientali indeboliscono alcune specie, come accade per esempio con la nacchera (Pinna nobilis). Questo mollusco bivalve che abita solo il Mediterraneo è stato colpito da un nuovo parassita (Haplosporidium pinnae) che ne ha decimato le popolazioni spagnole e italiane.

IL MARE ALLE PORTE. Una delle conseguenze più importanti del cambiamento climatico e dell'aumento di temperatura è l'innalzamento del livello dei mari, causato solo in parte dalla fusione dei ghiacci della Groenlandia e dell'Antartide. bisogna considerare che l'acqua calda occu-pa più volume di quella fredda, e quindi l'espansione della massa liquida ne aumenta inevitabilmente il livello.

In ogni caso, i due limiti di innalzamento indicati dall'ipcc avrebbero conseguenze molto diverse: se la temperatura si alzerà di 1,5 °C, il livello dei mari aumenterà tra 26 a 77 centimetri; se invece la temperatura arriverà fino a 2 °C, si aggiungeranno dieci centimetri. Poco? Secondo l'ipcc, i dieci centimetri metterebbero in pericolo dieci milioni di persone in più rispetto a quelle già a rischio inondazione. intere nazioni insulari (Stati costituiti da piccole isole, come Maldive e Kiribati) e città molto vicine alle coste, come Venezia, New Orleans e new York, potrebbero scomparire sott'acqua.